Il canto in simbiosi con l'arte figurativa

UN MODO DIVERSO DI FARE ARTI TERAPIE

Tutte le immagini di questo sito sono state realizzate in digitale. Un modo diverso di fare arte, ma soprattutto...

arteterapia. In questo modo il pennello e la tela vengono sostituiti dal computer. Mouse e software diventano, per l’occasione, strumenti di uno specifico programma che solitamente viene applicato per effettuare ritocchi.   L’impiego di questo metodo è poco noto e consiste prevalentemente nella trasformazione globale e integrale di una foto preesistente. E non solo di alcune parti dell’immagine. Attenzione: non si sceglie “un’immagine artistica”, ma un qualsiasi scatto fotografico.

Mi spiego.     

Non è determinante la scelta sulla base del colore, in quanto questo deve essere ricercato, "graffiando sui pixel".

Negli anni ottanta era emersa una certa “pixel art”, ma quella era tutta un’altra cosa. Il nostro obiettivo non è quello di creare velocemente belle illustrazioni magari da caricare in una pagina web. Anche perché spesso succede che per creare immagini di spessore artistico occorrono ugualmente ore e ore di lavoro. Così, quando ci si trova con una foto da modificare, il primo passo da fare è quello di fluidificarla totalmente, per recuperare i colori e le forme che vogliamo creare. Ma allora perché non cominciare da zero con i colori preferiti partendo da una comune base bianca, senza alcuna immagine, come si fa appunto con una nuova tela pulita?  Semplicemente perché con una foto qualsiasi, anche quella più insignificante e insulsa, siamo sollecitati da un numero infinito di pixel. Soprattutto quando, nella fase terapeutica, diamo una spinta in più alla creatività  e alla fantasia, che a volte sono intrappolate dalla e nella stessa malattia. Quindi questo metodo non serve solo a diminuire il tempo per realizzare un’opera, ma serve a fagocitare la mente in un’attività che distoglie dai pensieri coatti convogliandoli in direzione armonica all’ interno delle funzioni dell’organismo stesso.

  

ARTE PITTORICA E CANORA IN SIMBIOSI TERAPEUTICA

    

Sappiamo che anche la pittura è una delle arti terapie, e consapevoli dei benefici testimoniati ormai da parecchie ricerche ed evidenze scientifiche, la tecnica del graffiato è stata presa in considerazione per il suo alto potere di rilassamento psicofisiologico.   

Questa tecnica è in grado di governare l’ansia, sciogliere i conflitti e condurre a un piacere estetico creativo e personale. A ciò si aggiunga il sottofondo musicale che determina un plus valore, cui si unisce il potere del canto. Infatti il sottofondo musicale induce solitamente ad un auto-accompagnamento spontaneo, canticchiando in forma di humming il brano che si sta ascoltando. Il risultato è quello di avere un concentrato di arti terapie in una unica seduta. 

                                                                                                                                                                                                               

IL RIEQUILIBRIO PSICO-FISICO  

Questo metodo coinvolge in una applicazione simbiotica i principali focolai dell’arte e la contemporaneità induce a quella sinergia che si può verificare ampiamente nel ritrovo della serenità e del rilassamento. 

La pittura digitale del graffiato impegna la sfera cognitiva per ogni opera che si costruisce, ma al contempo si intreccia con quella dei ricordi, intersecando dunque una miriade di itinerari emotivi e di motivazioni profonde, che si identificano proprio in quelle spinte scatenanti che coinvolgono lo stretto rapporto “musica-cervello”. Sono propulsioni inducenti trasformazioni all’interno dell’organismo. Sappiamo che su questo tema (neuromusica: rapporto musica-cervello) ancora oggi sono in corso importantissimi studi scientifici.   

Gli studi universitari internazionali stanno iniziando a pervadere finalmente anche le università italiane!                                                                          Si ricercano i meccanismi stimolati al momento in cui l’orecchio percepisce un brano musicale, perché automaticamente si innescano aree cerebrali differenti, attivate quasi per impossessarsi della musica in ascolto. E in questo momento, non tanto il cervello, quanto il corpo stesso... esplode in una consona produzione di vocalizzi, con l’ovvio uso e trastullo dell’apparato fonatorio (a volte anche fischiando oppure con un impalpabile humming a bocca chiusa). Ed è in questo senso che la ricerca pittorica del graffiato diventa catartica. E’ una trasformazione a tutti gli effetti del nostro pensiero, dei nostri desideri, della nostra volontà.
Come già detto, il percorso è pilotato da una musica di sottofondo (tratta dall’archivio di brani per musicoterapia d’ascolto), a cui si inserisce spesso spontaneamente l’humming, rappresentato dalla vocalità stessa del paziente, che serve a reggere, anzi a rendere simbiotiche le sfumature delle diverse arti in un continuum e in un contesto univoco. Sperimentando appieno questo metodo si può constatare quanto sia utile per la salute quest’ingranaggio artistico.    
Vogliamo credere che sia solo un aiuto psicologico, una forma di rilassamento? Bene. Ma non dimentichiamo che stiamo agendo sui nostri ormoni, sul nostro sistema limbico, sull’ipotalamo e immancabilmente sul nostro sistema nervoso autonomo-involontario con il suo nervo vago, che – con la collaborazione attiva della laringe e con il volontario canticchiare - sta assestando tutti quegli altri organi che erano andati in disequilibrio.
Tutto ciò presiede l’equilibrio psicofisico, regge la stabilità, la convivenza tra opposti, facendone da contrappeso. Con il mouse “graffiamo” alla ricerca di pixel nuovi. Creando l’immagine abbiamo messo insieme tutte le terapie del movimento, perché lì dove c’è trasformazione, c’è movimento e ripristino dell’armonia perduta.                                                                                                                   

 

Sono disponibili in questo sito alcuni video relative al "graffiato" durante le sedute di neurocanto (link…)