Il percorso teorico-scientifico

Le funzioni del nervo vago stimolate dall'azione canora 

Nel Centro di Neurocanto, Mirella de Fonzo, già epistemologa della cantoterapia dalla fine del secolo scorso, si colloca come divulgatrice delle ricerche scientifiche sul rapporto canto-cervello e si adopera come relatrice in corsi, conferenze, seminari in tutto il territorio nazionale.

Il Centro di Neurocanto è dunque soprattutto un Centro Studi - frequentato anche da giovani universitari - in un continuo confronto con logopedisti, otorinolaringoiatri, psichiatri, neurologi, ma anche semplicemente con chi usufruisce dell'azione canora e vocale per il proprio stesso benessere, in qualsiasi condizione di salute.

Mediante i social network, e soprattutto attraverso una animata “rete nazionale”, gli orizzonti si allargano estendendosi a tutte le sfaccettature che comprendono il tema del beneficio canoro.

In particolare  si sono stagliate nettamente le ricerche rivolte al "fenomeno vibratorio del canto", nel contesto dei “circuiti” interni all’organismo (Propagazione del suono e autoregolazione). Ma, più di recente il filo conduttore, che ha disciplinato la ricerca rivolta al POTERE TERAPEUTICO DEL CANTO, ha assunto specifica connotazione con la teoria vagale, anche nei risultati dell’interazione tra "canto ed emozione".

 

Cantando diamo impulso ad una quantità di vibrazioni neuro fisiologiche, che amplificano l’energia scaturita 

Il canto aziona il circuito audio-laringeo, innesca il circuito della memoria emozionale (perfino la malattia di Alzheimer ne trae giovamento). Tutti meccanismi sollecitati dall'azione canora, che a sua volta, stimola ed è stimolata dal nervo vago, ossia da quel lungo nervo del sistema nervoso autonomo, che -innervando i principali organi del nostro corpo - si fa carico  naturalmente  - su comando ipotalamico - di ridare equilibrio nelle défaillance funzionali, dirigendo operazioni interne e viscerali, affinché tutto nel nostro organismo torni in perfetta sintonia e armonia.

Il neurocanto dunque non nasce per esortare al banale "canta che ti passa", ma vuole dare risposte concrete, con consapevolezza scientifica, a tutti quei fenomeni che trovano il beneficio nell'azione canora del singolo o di un coro. L'intenzione della ricerca all'interno del neurocanto è diretta a palesare come e quante funzioni organiche specifiche - vocalizzando anche con un semplice humming - si rivelino auto-rigenerative.

Oggi si sta affinando quella Ricerca che trova nella vocalizzazione e nelle espressioni canore materia valida ai fini riabilitativi e utile per diverse patologie.

Un punto focale della ricerca del neurocanto è circostanziare il momento in cui il sistema vagale, entrando in disfunzione, apre le porte alla malattia. Il nervo vago infatti è parte del sistema nervoso autonomo - "il parasimpatico", ma può essere messo K.O. dallo stesso sistema nervoso autonomo - seguendo però la condotta del "simpatico". Se infatti questo prende il sopravvento, per esempio con la secrezione eccessiva di cortisolo (conosciuto come ormone dello stress) o con l'inibizione di altri ormoni, il corpo - non più protetto - rimane privo delle difese immunitarie. Immediatamente vengono colpite le parti più deboli dell'organismo, allorché sono state messe fuori gioco le "armi" che producono appunto equilibrio omeostatico, funzionale.

 

Come può il nervo vago con il canto risolvere un problema fisiologico così arduo e ai confini della patologia? “Questo nervo infatti da un lato entra in perfetta e duplice sintonia con
i meccanismi di specifici congegni laringei, capaci di tutta una serie di
performance imprevedibili, dall’altro pilota ed è pilotato da un esclusivo
beneficio laringeo legato all’azione vocale e canora. Ed è in questo senso che
il medesimo rapporto laringeo diventa funzionale per lo stesso nervo vago.
Dal pianto alla risata o dall’urlo al canto ci sono “automatismi” che
precipitano nella cascata di circuiti emozionali, in mezzo a inaspettate interferenze
fisiologiche, da cui le stesse azioni laringee impareranno a distinguere
le proprie molteplici variabili funzionali. La laringe capace di
trasformazioni, consapevoli e inconsapevoli, la cui grintosa azione vibratoria,
più o meno melodica, quasi sempre mediante “alte frequenze”, persevererà
a vantaggio della salute di tutto l’organismo.

Un organo, la laringe, che viene ingaggiato dal nostro corpo non solo
per parlare e comunicare o per mostrare abilità artistico-canore, quanto
soprattutto per dare energia e ricarica a tutto il corpo, attraverso singolari
sollecitazioni vagali". (tratto da Neurocanto. Salute e benessere con le Arti Terapie
Armando editore, Roma, 2018)